Novità per le associazioni sportive

Con la Legge 232/2016, (legge di bilancio 2017) dal 1 gennaio di quest’anno il limite dei ricavi commerciali per le A.S.D. sale da € 250.000,00 a € 400.000,00. Ma attenzione alla forma associativa o societaria scelta. Il commento del Presidente ACSI provinciale.

Torniamo a parlare di limite degli incassi commerciali, tema già affrontato nel precedente numero di Omnibus (Febbraio 2017, numero 19), e della relativa responsabilità dei presidenti delle Associazioni sportive dilettantistiche. Si segnala che in un documento redatto dalla Fondazione Nazionale Commercialisti in data 15 gennaio 2017, si conferma la possibilità di una trasformazione delle A.S.D. in società di capitale, in particolar modo s.r.l. In questo pare che la A.S.D. trasformata in s.r.l., o costituita nella forma di s.r.l., consentirebbe non soltanto di continuare ad usufruire del regime fiscale forfettario previsto dalla L. 398/91 (se scelta come tale opzione), ma pare possa altresì offrire maggiori garanzie in caso di controversie fiscali e tributarie. Quanto sopra confermando la responsabilità illimitata nei confronti di terzi del Presidente dell’Associazione per le obbligazioni assunte dalle A.S.D., comprese quelle che sorgono in conseguenza di un accertamento fiscale. Sergio Di Ninno, presidente ACSI Livorno, consiglia maggior attenzione in merito: «La trasformazione in Società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata viene concessa dal legislatore soltanto per lenire le responsabilità personali del Presidente di una ASD, e non per travestire l’attività istituzionale di quest’ultima con il manto civilistico delle normali società commerciali, attingendo al più vantaggioso comportamento fiscale previsto per le associazioni senza scopo di lucro. Se consideriamo, ad esempio, la voce “palestra”, essa indica orientativamente un’attività di prestazioni di servizi per il benessere della persona (quindi, essendo l’attività di “palestra” un’attività oggettivamente commerciale, nulla da obiettare se una “palestra” o una “scuola di danza” viene tenuta sotto la forma di una normale società di capitali con tanto di “abbonamenti”, buoni di ingresso, corrispettivi supplementari, ecc. ecc. ) senza, però, utilizzare il regime della 398/91 che viene in considerazione quando l’ASD svolge attività di fitness per i propri soci senza distribuzione di utili, e seguendo la democraticità dell’assemblea e gli altri adempimenti di cui al 6° comma dell’art. 4 del DPR 633/72.» È bene, quindi, valutare sempre attentamente quale sia la soluzione corretta e idonea, per essere in regola con le normative fiscali e tributarie.

 

 

 

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